Natale 2014

Cari coristi,
com’è consuetudine, anche quest’anno vi invio i miei auguri di Buon Natale. L’augurio di quest’anno è all’insegna dell’emozione, il sentimento che abbiamo provato durante l’elevazione musicale di sabato scorso e che è stato percepito non solo da noi, ma anche dal pubblico presente in chiesa.

È stato proprio sabato, ricordando da dove siamo partiti, ridotti ai minimi termini (eravamo in dodici), alcuni timorosi del giudizio di chi ci ascoltava, altri amareggiati per un cammino che si era bruscamente interrotto dopo tante soddisfazioni, che ho realizzato quanto il lavoro fatto abbia dato i suoi frutti. Questi frutti non sono ancora maturi, occorre ancora un po’ di tempo e di calore per gustarli appieno, ma credo che abbiamo tutto ciò che ci serve per portarli a completa maturazione.

Qualche giorno fa, parlando con alcuni di voi, riflettevo sul fatto che, come in una macchina perfettamente oliata tutti gli ingranaggi girano nel modo giusto e, dal più grande al più piccolo, non ne può mancare uno, così in un gruppo il lavoro svolto da ognuno contribuisce al raggiungimento di un traguardo. Chi in un modo, chi in un altro, tutti noi mettiamo una tesserina per comporre il mosaico! Mi riferisco a chi fa parte del coro e a chi non canta, ma partecipa in modo diverso: quando, dopo la vicenda che vi ho raccontato in quel di Arzago, vi ho detto che siete fortunati, mi riferivo al fatto che difficilmente si trova, nelle parrocchie, un clima di così larga accoglienza del coro come a Mozzanica.

Ci sono realtà in cui si preferisce relegare il canto sacro a qualche strimpellata con la chitarra o si pretende che il coro canti brani moderni, magari a una sola voce; l’età media dei coristi, in altre realtà, è decisamente più alta rispetto alla vostra; la disponibilità dei sacerdoti ad accogliere le proposte musicali che facciamo non è mai mancata. Sembra quasi che a Mozzanica ci sia una strana congiuntura astrale che fa in modo di riunire tutti gli ingredienti e di combinarli tra loro per ottenere ogni volta un piatto gustoso. Oppure, senza scomodare gli astri, si tratta solo di una grande passione per il canto, unita al piacere di stare insieme e al desiderio di emozionarsi ogni volta.

Grazie di tutto e… Buon Natale!
Emanuele

Un commento

  1. Alberto e Francesca
    Alberto e Francesca alle | | Replica

    Caro Emanuele,
    ti ringraziamo per i bellissimi auguri, occasione di analisi del lavoro fatto quest’anno. Pensiamo che tu abbia sottolineato i punti giusti. E questo è di sprono a continuare e di conferma che siamo sulla strada giusta. Una persona del pubblico ci ha fatto notare che da fuori, guardando come cantavamo, si è notato che all’interno della corale siamo affiatati. Segno che è possibile smussare gli spigoli caratteriali e di convivenza inevitabili quando si lavora in gruppo ma soprattutto che l’umorismo e la sintonia sono elementi collanti non secondari. Proprio la settimana scorsa il Papa ha detto che il viso cupo, arcigno e la troppa serietà non sono del cristiano. Dal suo volto deve trasparire la gioia della fede. Ed è proprio secondo noi quest’ultimo elemento che ci motiva a continuare nell’umile servizio alla liturgia comunitaria della nostra corale. Poca o tanta che sia la nostra fede in Gesù è di riflesso un buon motivo per continuare a cantarLo, quando lo facciamo bene e quando lo facciamo meno bene. Grazie di tutto e ancora buone feste a tutti.
    Alberto e Francesca

Rispondi